Buon banco di prova
Sferragliando e ansimando, come un convoglio nuovo che marcia su binari vecchi, la riforma della scuola comincia a camminare. Dall’estrema sinistra e da settori sindacali corporativi la riforma viene definita una restaurazione, il che per la verità coglie un aspetto reale. Restaurare un principio di ordine e di responsabilità, rendendo in qualche modo misurabile l’impegno dei docenti e dei discenti è infatti l’operazione preliminare e indispensabile per far partire una riforma seria
15 AGO 20

Sferragliando e ansimando, come un convoglio nuovo che marcia su binari vecchi, la riforma della scuola comincia a camminare. Dall’estrema sinistra e da settori sindacali corporativi la riforma viene definita una restaurazione, il che per la verità coglie un aspetto reale. Restaurare un principio di ordine e di responsabilità, rendendo in qualche modo misurabile l’impegno dei docenti e dei discenti è infatti l’operazione preliminare e indispensabile per far partire una riforma seria. Una scuola nella quale gli studenti studiavano poco e male e gli insegnanti insegnavano nello stesso modo ha dimostrato tutta la sua inefficienza. Il tasso di abbandono scolastico elevatissimo, un numero strabordante di fuori corso nelle università hanno come contropartita la dequalificazione del corpo docente e l’elefantiasi del fenomeno del precariato. Le proteste, concentrate soprattutto nel Mezzogiorno, sono la conseguenza di questo meccanismo. Non sembra però che ci sia un clima generale favorevole a una rivolta del mondo della scuola, anche se le nicchie di resistenza antiriformatrici assumono caratteri radicali.
E’ difficile però che si realizzi una saldatura tra queste fasce estremistiche e l’opinione pubblica, visto che anche settori intellettuali importanti, a cominciare da quelli che gravitano attorno al Corriere della Sera, si sono trovati in sintonia con gli obiettivi di Mariastella Gelmini. Anche dal Quirinale sono venuti segnali di incoraggiamento, ovviamente nel rispetto dei limiti istituzionali, il che rende abbastanza ardua la costruzione di un fronte di contestazione efficace. Naturalmente si insisterà sulla scarsità delle risorse disponibili, che deriva dalla situazione che richiede uno stretto controllo della spesa, ma in realtà anche questa difficile circostanza ha reso indispensabile tagliare nei settori dove la pratica dell’autoreferenzialità aveva fatto crescere una ragnatela di rendite di posizione, il che, alla fine, renderà più snello il sistema scolastico e permetterà di investire risorse, quando ci saranno, dove servono davvero.